mercoledì 19 giugno 2013

When you stop looking it will come.

3/06/2013
When you stop looking it will come.
Good things come to those who wait.
Questa è l'unica cosa che ho capito della vita.
Le cose belle accadono quando meno te lo aspetti. A me è sempre accaduto così.
E' da quando sono tornata dal seminario WEP a Voghera (13-14/04 /2013) che "waitto" impaziente l'agognata chiamata della WEP che mi annunciava la famiglia. E' da circa 2 mesi che continuavo a fissare insistentemente con sguardo supplichevole lo schermo del cellulare sperando sempre che si illumini con il numero con il prefisso di Torino. Mi ricordo che i primi giorni ero proprio fissata,un po' pazza anche: passavo le mie giornate seduta alla scrivania a fissare il cellulare con la segreta speranza che fosse quello il Grande Giorno, Il Giorno in cui mi avrebbero chiamato per dirmi la famiglia. Perciò  impostavo la mia canzone preferita del momento (Suddenly I see di KT Tunstall) come suoneria e la mettevo a tutto volume e buttavo continuamente lo sguardo sullo schermo del cellulare a ogni minimo rumore sospetto. Non so cosa avrei dato per sentire trillare il telefono,rispondere e poi sentire la voce di Serena della WEP che mi diceva:" Ciao Arianna, ti abbiamo trovato la famiglia!" e avrei sentito il cuore martellarmi nel petto,e poi mi sarei messa a urlare,piangere,ridere e saltare di gioia come una matta per la felicità.
 Non so cosa avrebbero pensato i vicini...
Poi sarei corsa per strada e lo avrei detto a tutti: alla parrucchiera, al lattaio, al panettiere,al mio prete e pure al vecchio falegname...
Ma i giorni passavano lenti e interminabili  senza che io ricevessi la famiglia e la mia ansia e il mio terrore aumentavo di giorno in giorno:Oddio ma perché non mi hanno ancora scelto? Oddio sarà perché ho scritto che non sono sportiva? Oddio forse perché ho scritto che sono cristiana...Mi facevo mille paronoie e ogni giorno che passava segnavo sul mio calendario di New York una piccola letterina con il trattopen azzurro: <<W?!>> cioè <<Where Will I go?>>
Stavo facendo diventare  matti tutti con questa storia. Parlavo sempre della mia attesa angosciosa per la famiglia americana con tutti . Faranno santa la mia amica Sara Picci per avermi sopportato...lei era l'unica che mi incoraggiava a avere speranza .. Ma era davvero frustrante quando la gente mi chiedeva: <<Dove vai?In America? wao,che bello! Dove di preciso>>
E io con un sorriso forzato davo sempre la stessa risposta: << Non lo so ancora!>>
A forza di aspettare stavo diventando un po' troppo ossessionata e me ne resi conto qualche settimana fa quando mi venne quasi un infarto: erano le 18.30 di sera circa  e io stavo studiando annoiata filosofia quando all'improvviso il mio cell si illuminò  e sullo schermo apparve un numero sconosciuto. Io risposi curiosa e una voce mi disse: <<Arianna?>> <<Sii?>> risposi con il cuore che mi martellava nel petto. << Ciao sono Serena. Ti chiamo per dirti...>> Oddio. Oddio. " E' Serena della  WEP che mi chiama per dirmi la famigliaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!" pensai con il cuore che scoppia di felicità. <<che la tua amica Mara  ti ha regalato un trattamento viso per Herba Life>> e il  mio  cuore sprofondò nello sconforto. Oddio stavo per svenire dalla delusione!
Nutrivo dentro di me la segreta convinzione che la WEP mi avrebbe chiamato nei momenti  o più strani o più difficili: prima della verifica di fisica, a Grosseto per il concorso di teatro, a Taizè.
Ero piuttosto triste ma qualche settimana fa  la mia amica Sara Picci , forse mossa dalla compassione di vedermi così disperata di non aver ancora ricevuto la famiglia, mi fece una predizione: <<Allora io dico che tu riceverai la famiglia la prima settimana di Giugno sono sicurissima!
Mamma e papà con una figlia della nostra età e un'altra exchange portoricana
Grande casa con giardino cittadina vicino alle cascate del Niagara e scuola a dieci minuti da casa
Ecco
 

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