Devo ammettere che anche io avevo la sensazione che in quei giorni mi sarebbe arrivata la famiglia!
Il 3 giugno era un giorno come tanti altri...era un lunedì. Mi ricordo che ero partita da casa con mio padre in macchina come tutti i giorni anche se avrei potuto tranquillamente entrare un 'ora dopo perchè il giorno prima eravamo rientrati da Taizè con la scuola e quindi avevamo l'autorizzazione, però ero lo stesso partita all'orario solito perchè dovevo incontrarmi con alcune mie compagne Elisa, Ilaria, Carlotta, Sara, Maria Chiara e Elena che come me erano andate a Taizè. Avevamo organizzato di fare colazione fuori perchè ormai la scuola era quasi finita e il profumo dell'estate era già nell'aria. Perciò facemmo colazione tranquille e entrammo un' ora dopo. Mi ricordo che la prof era leggermente alterata perchè :a. noi eravamo entrate un 'ora dopo (anche se eravamo autorizzate!) b. una mia compagna di classe che doveva recuperare un compito in classe non c'era.
Che noiaaa! continuavo a pensare durante la lezione. Ero così annoiata che non facevo nulla per mascherarlo e non prendevo nemmeno appunti ; c'era una mia compagna di classe che, animata da amore sincero (la ammiro per questo!) per Dante aveva proposto alla prof di fare lei da prof per una volta e così ci stava spiegando il XVI canto dell'Inferno. Nonostante la sua bravura e il suo ardore a spiegare nessuno poverina la stava a sentire anche perchè tutti credevano che la prof di Italiano non ci avrebbe più interrogato. Mi ricordo che mi venne un colpo quando la prof a fine lezione disse: << Bene, venerdì faccio domande sul canto che ha spiegato Roberta, sul XXXIII e sulle due poesie di Petrarca>> " O cavolo! Sono nei casini! pensai e diventai ancora più triste e svogliata di quanto lo fossi prima. Un breve giro per i corridoi nell'intervallo e poi in di nuovo in classe per la lezione di matematica. Non mi ricordo bene che cosa successe in quell'ora....mmh a quanto pare non ero molto attenta neache in quel momento! Oh si si ora ricordo...abbiamo fissato l'ultima verifica di matematica, il 7 giugno perchè il giorno in cui in teoria avremmo dovuto fare il compito in classe il prof era malato...e così dovevamo farci la verifica di mate il 7 quando ormai il cervello è già andato in vacanza e il prof lo sapeva benissimo perciò ci aveva dato la facoltà di accettare o no il voto che avremo preso. "Bene...posso mettere il mio cervello in modalità off.." pensai. Dopo Matematica ci furono 2 ore di Greco e Latino che non mi ricordo minimamente ...
Alle 12.50 suonò la campanella ma quasi tutta la mia classe restò nell'aula perchè subito dopo avevamo teatro. Dopo un quarto d'ora arrivò Giuse, il mio insegnante di teatro e incominciammo a provare le varie scene dello spettacolo di quest'anno: si chiama UN CUCCHIAIO DI VETRO e vuole essere una sorta di sveglia per ricordare alla gente quelle guerre che sono rimaste e rimangono dimenticate. Ci dividemmo in scene di movimento che uscirono a provare nei corridoi e recitati che restarono in aula. Io restai in aula anche se avevo una scena di movimento da provare: il tango argentino . E' una scena bellissima questa del tango: noi ballerine siamo mogli,sorelle e fidanzate di mariti,fratelli e fidanzati che sono "desasparesidos" e come consolazione al nostro dolore ci uniamo nella danza del tango. Molto profondo come significato.
Comunque quel giorno mi sembra che prima provai un pochino di tango e poi andai in aula a sentire i recitati e a farmi sentire recitare. Dopo un'ora circa finalmente toccò a me: il mio pezzo era su una ragazzina che durante la guerra rivive la distruzione della sua casa a causa di una bomba per mezzo del volo di una farfalla. Mi ricordo che appena iniziai a recitare cominciò a vibrare il mio cell sulla cattedra dove era seduto Giuse e lui allora mi interrupe e con voce divertita lesse il nome che appariva sullo schermo illuminato: Mamacito mio <3 . "Mamacito mio? Ma chi è,Ary?" e io: "O lascia stare è mio fratello...gli rispondo dopo!" e così ho continuato a recitare senza sospettare che quella chiamata mi avrebbe reso la persona più felice della terra.
Dopo che ebbi finito di recitare Giuse mi diede due direttive sul mio pezzo: voleva farmelo recitare in modo che sembrassi pazza e quindi dovevo urlare,fare espressioni strane, saltellare di qua e di là e fingere di volare... mmmh ok.
Dopo che ebbi ascoltato i suoi consigli Giuse uscì per ascoltare i musicisti del nostro pezzo di tango mentre io rimasi sola nell'aula. Così richiamai mio fratello.Mi rispose una voce gioiosa che mi diede la notizia più bella che avrei mai potuto desiderare: Aryyyyyyyy!Hai la famigliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!! e poi mi passò mia madre: Aryyyyy!!Hai la famigliaaaaaaa! "Oddio,Oddioooooooo!" pensai mentre il cuore mi martellava nel petto. " Perchè non hanno chiamato sul mio cellulare?oddio oddio..." risposi a mia madre emozionatissima e con una voglia matta di urlare di felicità. " Hanno provato ma dicevano che non riuscivano a chiamarti sul tuo cell e che eri irraggiungible...." rispose mia madre.
"oddio oddio dove vado ?" chiesi impaziente.
"In TEXASSSSSSSSS!"
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