giovedì 8 agosto 2013

-12 . Crisi. Avuta. Passata e Superata

E' da giorni ormai che faccio il conto alla rovescia per la mia partenza per gli Usa:-12 .
Di solito sono sempre stata tranquilla e impaziente di partire e non capivo come mai così tanti exchanges fossero così agitati e ansiosi, ma ora li capisco. Io sono fatta così:mi rendo veramente conto delle cose solo quando è troppo tardi. Mi ricordo ancora che quando l'estate scorsa mi trovavo 3 giorni a NEW YORK, LA CITTA' DEI MIEI SOGNI,LA PIU' SENSAZIONE CITTA' D'AMERICA sull'Empire o a Times Square o sulla statua della Libertà non me ne rendevo completamente conto. Non ero completamente cosciente di essere davvero lì, in AMERICA,nel paese dei miei sogni. Solo quando sono tornata a casa mi sono resa conto di quanto fossi fortunata.
Ora per fortuna me ne sto rendendo conto ora, 12 giorni prima della partenza, cosa vuol dire davvero quet'esperienza. Non vuol dire solo cambio di cultura,vedute,luogo, nuova vita,nuova scuola,nuova casa,nuova famiglia, divertimento,felicità e spensieratezza...ma vuol dire anche lasciare chi ami qua a casa .Vuol dire anche lasciare la mia famiglia: mio fratello a cui voglio un bene dell'anima e a cui sono legatissimo. Mia sorella che anche se non lo facciamo molto vedere invece ci vogliamo bene. Mio padre e mia madre che mi hanno dato questa straordinaria possibilità . I miei nonni che sono tra le persone che amo di più al mondo. Lascio tutte queste persone qua e so che soffrono un po'. Mia madre non me lo ha mai dato a vedere ,perché quando parla di questa mia esperienza, è sempre rigida e composta ma soffre. Stasera eravamo tutti un po' tristi, io non ero neanche uscita perché avevo,anzi ho la nausea. Continuavo a fissare seduta al tavolo della cucina mia madre che guardava il suo riflesso nello specchio con sguardo triste,vuoto e perso. Allora tutta la tensione,la tristezza e la paura che provavo in quel momento scoppiarono in un fiume di lacrime e mi inginocchiai ai suoi piedi abbracciandola. Non so per quanto restammo lì, abbracciate l'una all'altra. Poi lei mi chiese: <<Perché piangi?Non vuoi più partire?>>. Devo dire che quell'idea non mi era neanche passata per la testa.
<<Perché so che mi mancherai>>risposi e ci abbracciammo ancora più strette.
Anche mio fratello scoppiò in lacrime al vederci . Allora mi alzai e abbracciai forte anche lui . E a un certo punto quando lui alzò lo sguardo e mi guardò con infinita tristezza con i suoi bei occhi azzurri colmi di lacrime e mi disse:<<Resta con noi.>> che la mia convinzione di partire vacillò.
Non avevo mai pensato che lui ci soffrisse così tanto . Non me lo aveva mai detto.
Poi ci sedemmo tutti e tre al tavolo della cucina e cominciammo a parlare seriamente della mia esperienza. Io dissi loro tutti i motivi per cui VOGLIO partire :
1. E' sempre stato il mio sogno,sin da quando ero piccola. Ho sempre voluto studiare in una high school americana con le cheerleader e i giocatori di football,avere un armadietto e trovarmi un bel principe azzurro per il Prom. Quindi è un sogno,Il Sogno che si realizza.
2. E' una sfida per me stessa. Riuscire ad ambientarmi,a  cavarmela un anno da sola.
3. E' una rivoluzione interiore. E' imparare a guardare il mondo con nuovi occhi.
4.E' uno cambio. Cambio di vita, di famiglia, di abitudine,di cultura, di scuola.
5. E' un open-mind experience. Ti aiuta ad ampliare i tuoi orizzonti, a conoscere nuove culture,pensieri, nuova gente.
6. Ti fa crescere. Ti fa imparare ad arrangiarti da solo. A essere più indipendente.
7. Ti forma. Incide profondamente nella tua anima,nel tuo cuore,nella tua mente.
8. E' un immersione completa nell'American life. Vivi come una teenager americana: impari veramente cosa vuol dire essere "American"
9. Impari l'inglese benissimo :)
e....molte altre! E poi ho concluso dicendo: " Se dovessi scegliere la risceglierei altre mille volte, sono contentissima e sono ASSOLUTAMENTE sicura che andrà benissimo. Di vita ne ho solo una e questa è un'esperienza che non avrei assolutamente voluto perdermi".
Ora sto meglio,molto meglio. Sono ancora più sicura e convinta di partire.
Credo che mi abbia fatto bene avere questa crisi perché ha rinsaldato ancora di più la mia convinzione che la scelta di fare un Exchange year è la migliore della mia vita.

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